domenica, 17 dicembre 2006
Mi collego e il sistema mi fa atterrare direttamente alla Newbies Plaza , il posto dei nuovi arrivati, dove ero rimasta ieri. Intorno a me ci sono sempre troppe cose e troppa gente per i miei gusti, ma stavolta io sono più fresca e pronta ad affrontare il casino. 
Mi dirigo verso un terrazzamento con colonne sormontate da un tetto a timpani... ricorda vagamente il Partenone e sembra un posto più ordinato. In effetti c’è meno gente e le persone sono  più calme, molte sedute qui e là su delle panchine. Vorrei sedermi anch’io, tocco confusamente alcuni comandi, finché cliccando su una panchina non mi appare un menu con l’opzione “sit here”, siediti qui: eccomi seduta! Ho letto da qualche parte che tenendo schiacciato il tasto alt dovrei riuscire a zoomare, e così faccio per osservarmi da vicino: Ginevra adesso è a tutto schermo, e mi guarda tranquilla. Evidentemente sta bene lì seduta, quindi decido di lasciarcela per un po’ mentre faccio una telefonata :)
Ma al mio ritorno la trovo addormentata... o per meglio dire svenuta, la testa rovesciata in avanti e la scritta “away” che campeggia sopra la sua testa.... che sarà successo???  Meno male che come tocco di nuovo il mouse, Ginevra alza la testa e si rianima.  Temevo ci avesse lasciati.... (mi avesse lasciata ;) 
E’ tempo di muoversi, cara Ginevra. Stand up, alzati, e andiamo a vedere cosa dice quel cartello pubblicitario! Vedi, ci invita a cliccarlo per andare a visitare lo Yadni’s Junkyard , letteralmente il cortile delle cianfrusaglie di Yadni. Dice che è il paradiso dei nuovi arrivati dove potrai trovare tantissimi freebies, cioè cose da portarti via gratis... che dici, andiamo? Clicco e il sistema ci teletrasporta: anche qui l’affollamento non è male, ma il bello sono gli scaffali sulle pareti, con una miriade di scatoloni quadrati poggiata su ogni ripiano. Tutto gratis? ??? Evvai!
Presa dalla fregola clicco come una forsennata, e scopro che posso mettere via gli scatoloni nel mio inventory: trattasi evidentemente di spazio su disco riservato ai file del mio avatar, ma lo percepisco piuttosto come una specie di borsa dove riporre tutte le mie cose e che mi segue ovunque vada...anche se la riempio peggio di un armadio quattro stagioni ...
Prendo e metto via scatoloni su scatoloni, anche di cose che mica capisco tanto bene cosa siano... ma soprattutto vestiti, di ogni genere e tipo... Il padrone del posto, cioe' Yadni (ma chi sara' mai uno che mette su un posto simile?...sarei curiosa di conoscerlo) ha cortesemente piazzato in giro anche dei cartelli che spiegano come fare ad aprire gli scatoloni, cosi' seguendo le istruzioni mi reco in un luogo dove tutti possono creare oggetti o tirarli fuori dal loro inventory. Tiro fuori uno scatolone, e cliccandoci sopra il menu mi dà la possibilità di copiarne i contenuti nel mio inventory. Quindi il sistema funziona con la logica gerarchica delle cartelle, che io adesso ripercorro al contrario... Eseguo, e riesco finalmente a vedere visualizzati nel mio inventory i nomi dei vestiti ... tasto destro, wear... ci siamo! 
Oh Ginevra vestita di nuovo! Qui sotto la tua foto:
Ginevra_004
postato da: AdriRips alle ore 16:27 | Permalink | commenti
categoria:second life
sabato, 16 dicembre 2006
Oggi sono nata in Second Life.
Avevo già letto qualcosa di questo “mondo virtuale” (così lo definiva l’articolo) dove molte persone decidono di sbarcare, sotto le sembianze dei loro avatar, per fare... a dire la verità non ho capito bene cosa... incontrarsi, costruirsi una casa da abitare, fare affari, sesso ... boh?
Poi ieri, durante una riunione di lavoro qualcuno ne ha parlato ancora,  così ho deciso di andare a vedere. Mi connetto al sito www.secondlife.com, e noto le bandierine delle lingue: oltre che quella in inglese ci sono le versioni in francese, giapponese e coerano. Niente italiano. Poi mi colpiscono le foto, dei posti e degli abitanti, che il sito mostra in abbondanza. Trovo tutto disegnato molto male... mah?   
Mi decido,  scarico e installo il programma, apro e clicco sul pulsante per creare un nuovo account. Rimbalzo di nuovo sul sito, dove mi viene chiesto di decidere quale sarà il mio nome su Second Life, e di scegliere un cognome da un elenco già predisposto.
Sul nome non ho dubbi, Ginevra è da sempre il mio nome segreto, mentre il cognome lo scelgo per attinenza: alla nobile Ginevra l’antica contea dei Lancaster calza a pennello. Già sono curiosa di sapere che faccia avranno i miei parenti ...chissà se sono previste riunioni di famiglia?  
La procedura di registrazione mi chiede anche l’età spiegandomi che sarà utile nel caso smarrissi la password.. evabbe'...scrivo e vado avanti. Scelgo il mio tipo di avatar (l'opzione piu' banale,  la classica ragazza della porta accanto) ed a questo punto mi viene proposta una scelta fondamentale: voglio ricevere gratis dei dollari Linden da spendere su Second Life creando un account a pagamento, oppure no? Ridacchio sulla gratuità dei dollari Linden in cambio di dollari veri. Ma avere l’account a pagamento sembra essere la condizione necessaria per poter poi acquistare un terreno, e l’idea di diventare proprietaria terriera virtuale mi attira troppo... vada per l’account a pagamento, sono dieci dollari al mese (9,95 per la precisione), ancora me li posso permettere... Finisco di registrarmi e torno al programma, pronta a connettermi: dunque il nome è Ginevra, il cognome Lancaster, la password qui non la racconto ;), clicco il pulsante connect,  prima di farmi entrare mi chiedono ancora di accettare le loro condizioni di servizio che mi guardo bene dal leggere e accetto al volo, finalmente ci siamo!
E invece no, ne hanno inventata un’altra: adesso mi chiedono di leggere attentamente un messaggio sui “Community Standards”, le regole di comportamento che sarò tenuta ad osservare in quanto residente di Second Life, pena l’esilio, temporaneo o definitivo, dalla comunità. E’ un segnale forte, capisco che sto entrando in un mondo, per quanto virtuale, socialmente molto reale.
Stavolta leggo davvero, trovo tutto molto edificante e piuttosto americano,  accetto e ... schermata nera, una barra di progress che si colora, messaggi a raffica che mi informano “ti stiamo connettendo alla regione” (quale regione? chi mi sta connettendo? io mica lo so dove sto andando!),  finalmente ci siamo...terraaaaaa!
Sullo schermo adesso vedo un promontorio sul mare... sembra fatto di roccia calcarea... ed ecco che al centro dello schermo si materializza una bambolina identica a quella che ho scelto registrandomi, con addosso un paio di jeans e una maglietta viola e sulla testa un fumetto dove c’è scritto “Ginevra Lancaster”. Io la vedo di spalle e invece vorrei capire che faccia ha, guardarla negli occhi... magari per augurarle buona fortuna.
Provo a usare i tasti delle frecce, e la bambolina si sposta. Ma quello che non si muove è il mio punto di vista, continuo ad osservare Ginevra standole dietro… si sarà accorta che ci sono? Per il momento sembra guardarsi intorno, poi ogni tanto china la testa un po’ di lato e punta lo sguardo a terra davanti a sé. La osservo con attenzione. Se non tocco i tasti delle frecce rimane ferma sul posto, ma continua a fare piccoli movimenti di aggiustamento: oltre alla testa ogni tanto muove lievemente le mani, oppure le gambe come per assestarsi meglio sul terreno e... non è possibile, guardo meglio: ma sì, quasi impercettibilmente ma chiaramente, Ginevra respira!
Comincio a capire qualcosa del fascino di questo gioco. Gli stessi pupazzi che, fotografati sul sito, mi avevavo colpito per la rozzezza del disegno, una volta animati diventano “vivi” e quindi, in qualche modo, “veri”.
Guardo di nuovo Ginevra e sento sbocciare un primo moto di affetto nei suoi confronti: mi sembra perplessa, forse non sa dove andare... Probabilmente è anche un po’ scombussolata perché intorno a lei si materializzano in continuazione altre pupazze e pupazzi e ce ne sono altri ancora che, di tanto in tanto, attraversano il cielo volando. Povera Ginevra, anch’io al suo posto mi sentirei a disagio... adesso che facciamo? Ma ecco che noto, proprio davanti a lei,  un cartello di legno (di legno?) piantato nella roccia (roccia?), che recita “Welcome to Orientation Island – This way out”. Siamo salve! C’è una direzione da seguire! Andiamo!
E’ una parola. Per quanto mi ingegni a muovere con delicatezza le frecce destra e sinistra, avanti e indietro, Ginevra è un vascello ubriaco che non riesce a tenere la rotta. Va a sbattere ripetutamente contro il cartello, poi prende in pieno un albero... fino a che riesco ad avviarla, sempre ondeggiando anzichéno, verso un sentiero che sembra scendere dal promontorio. Proprio in cima al sentiero c’è un piedistallo con sopra la manina-simbolo di Second Life: passandoci sopra il mouse appare una scritta che mi invita a cliccarci sopra, e così faccio. Sul mio schermo si apre una finestra con una breve nota firmata dai Linden Lab in persona. Mi spiegano che per camminare devo usare le frecce (questo l’avevo capito, grazie... peccato debba ancora perfezionarmi…), e mi invitano a seguire il sentiero lungo il quale potrò ricevere un breve corso di orientamento. Promettono di insegnarmi come chattare, come muovere e usare gli oggetti, come cambiare il mio aspetto, e persino come volare! Ottimo programma.  

 



 
postato da: AdriRips alle ore 14:27 | Permalink | commenti
categoria:second life