Repubblica.it pubblica questo articolo che, tra l'altro, racconta di come le azioni di protesta messe in atto dai lavoratori IBM su Second Life, quindi azioni virtuali, o comunque situate in una dimensione seconda rispetto alla vita vera, abbiano raggiunto gli obiettivi desiderati, ovvero prodotto effetti che piu' veri non si puo' : soldi.
Premesso che non ho idea della % di verità di quanto racconta l'articolo (per principio mi aspetto che sia contenuta, in particolare quando l'argomento e' Second Life...;), mi colpisce anche perché il passaggio che in questo momento sto facendo nella mia esperienza personale riguarda proprio l'entrata in comunicazione di virtuale e reale, o forse, meglio, di esplorazione e abitudini consolidate (routine?).
Nei fatti questo significa semplicemente aver rivelato la mia identità in SL e incontrare con la mia faccia fisica persone conosciute li' con la mia faccia da avatar. L'esperienza che ne faccio è di un processo di contaminazione fra le due vite, e questo genera in me aspettattive di sorpresa, arricchimento, evoluzione ...
(anche se nel fondo c'e' anche un sottile strato di malinconia... mi ricorda quando ho deciso che non giocavo piu' con le bambole e le ho regalate via ... sniff ;)