martedì, 30 dicembre 2008

 video contributo presentato in occasione di "week Roma design+". Seminario - New media design_Comunicazione vs interazione - a cura di Paolo Valente in collaborazione con uqbar.media art culture. Roma. 11.12.08

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postato da: AdriRips alle ore 10:19 | Permalink | commenti
categoria:arte, luoghi, second life
lunedì, 17 novembre 2008

 Francis Bacon alla Tate Britain: orribile e magnificente, il suo è espressionismo all'ennesima potenza, ed è una potenza terrificante perché è come trattenuta , mai immediata. Spesso le sue opere nascono dallo studio di altre opere (il ritratto di papa Innocenzo  X  di Velazquez è stato la sua ossessione), di fotografie, disegni, tavole di anatomia... come se le rappresentazioni fossero l'unica forma di reale di cui gli era possibile dare conto.

Runa Islam 'Be The First To see What You see As You see It', 2004 Sempre alla Tate, le nominations del premio Turner per giovani artisti. Fra i nominati Runa Islam, con in mostra tre video. Qui la foto di "Be The First To see What you see As you see it", storia delicata e violenta di servizi di porcellana che vanno in pezzi in slow motion. Ma quello che mi ha colpito di più, e di cui non ricordo il titolo, era  l'esplorazione minuziosa di una specie di  officina / deposito ad opera di una telecamera guidata dal computer, una sorta di occhio perfetto e privo di emozioni che ad ogni movimento rivelava nuovi particolari della scena con lo stesso dstacco professionale di un patologo impegnato in una dissezione anatomica. Brrrrrr...

© Per Tingleff Alla Somerset House infine, qualcosa di più "nice". "Wouldn't it be nice..." si intitola infatti la collettiva che mette in mostra "modeste utopie possibili" ad opera di giovani designer europei. Carte double face per giocare anche con quelle dell'avversario (Ryan Gander), automobili di gommapiuma rivestite in pelle da portare in salotto (Blessed), musei racchiusi in un lenzuolo che si può stendere sul marciapiede e richiudere al volo se arriva la polizia (Martì Guixé), mobili-contenitori per riporre le mille cose inutili e indispensabili che stipiamo in casa realizzati assemblando pezzi disparati di altri mobili tirati giù dalla soffitta (Martino Gamper), svariati oggetti "per personalità fragili in tempi ansiosi " come i piccoli funghi atomici da tenere abbracciati stretti tipo orso di peluche (Dunne & Raby and Michael Annastassiades) ... e, sempre di Dunne & Raby, quattro robot impagabili tra cui quello della foto: allegro, intelligente e un po' petulante, è intrappolato in un corpo appena abbozzato e dipende in tutto e per tutto dal suo padrone per potersi muovere... :)

postato da: AdriRips alle ore 00:51 | Permalink | commenti
categoria:arte, media, creatività, francis bacon, runa islam, wouldnt it be nice
lunedì, 27 ottobre 2008

Tutto in questa mostra era una sfida. Riportare alla ribalta second life dopo che tanti media mainstream l'avevano data per morta. Parlarne come ambiente di espressione artistica invece che di compravendita di case. Rendere fruibili in real life opere nata per essere fruite secondo modalità diverse. E farlo in uno spazio, la sezione antropologica del Museo di Storia Naturale di Firenze, già di per sé ricchissimo di oggetti, stimoli, testimonianze.

Beh, la sfida è diventata una leva. Le opere virtuali, o meglio le loro trasduzioni fisiche (che di volta in volta possono essere una tela stampata, un video, un taccuino di viaggio, un oggetto totemico...) entrano in un rapporto incredibilmente dinamico con i reperti etnografici. Si mischiano fino a confondersi, reperti fra i reperti, per poi improvvisamente emergere con tratti, colori e materiali che rompono con ciò che li circonda. Si comprendono laddove parlano lingue simili (i cloni di Marco Manray e le mummie, gli strumenti di disegno della Nuova Guinea e le donne tatuate di Frieda Korda) ma si oppongono perché rimandano a significati diversi e spesso inconciliabili.

Il risultato è una mostra vibrante, viva, che chiama la partecipazione di chi guarda sollecitandolo a interpretare,  a pensare e a dire la propria. E anche questo è nello spirito di second life, un mondo che ha il suo fascino e la sua difficoltà proprio nel fatto che rende possibile ma anche ineludibile la partecipazione attiva di chi lo frequenta alla costruzione dei suoi significati. Your world, your imagination :)

 Qui sotto il video che Fabio Fornasari ha realizzato montando a passo uno le foto del suo allestimento.

 

postato da: AdriRips alle ore 23:50 | Permalink | commenti
categoria:arte, creatività, second life, rinascimento virtuale