domenica, 17 agosto 2008

Sto leggendo Scacco Matto di Jostin Gaardner, raccolta (con significato complessivo da scoprire leggendo) di brani provenienti da diversi suoi libri. Di Gaardner fin dal Mondo di Sofia mi piace l'ironia poetica (che ironia e poesia raramente vanno d'accordo :) Dal racconto 'Gli angeli non mentono mai' trascrivo uno spezzone del dialogo che mi ha trapassato l'anima fra la febbricitante bambina Cecilie e l'angelo-bambino Ariele, comparso sul davanzale della sua finestra:

"Lei aveva cominciato a mordicchiarsi il pollice di una mano. Poi sputò il rospo: «Mi domando come sia essere adulti».

Ariele si sedette sulla scrivania, lasciando penzolare dal bordo le gambe scoperte. «Ne vuoi parlare?»

Lei rimase immobile a fissare il soffitto. «Il mio insegnante dice che l'infanzia è soltanto una tappa sulla strada della maturità. Per questo dobbiamo fare tutti i nostri compiti e prepararci alla vita adulta. Non è stupido?»

Ariele annuì, «In effetti è esattamente il contrario.»

«Come?»

«La maturità è soltanto una tappa sulla strada che porta alla nascita di altri bambini.»"

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categoria:racconti, identità
venerdì, 18 luglio 2008

A complicare ulteriormente le cose sul piano dell'identità, com'è noto in second life si può avere più di un avatar, e nulla vieta che i propri diversi avatar abbiano comportamenti,  personalità, stili e magari anche generi diversi...

Su questo aspetto si possono invocare mille contorcimenti psicologici, ma a volte avere un avatar di scorta può semplicemente essere utile:  come è successo ieri al mio amico Asian. Causa disservizi tecnici della piattaforma non è riuscito a loggare, e quindi ha mandato a fare le sue veci l'avatar-di-servizio Gagarin... il quale, essendo nulla più che un avatar di paglia, mi si è parato davanti tipo fantasma, senza un'identità precisa  e per nulla strafigo... a parte che aveva le tette, e questo lo sottolineo per la gioia di chi pensa che second life sia il regno di perverse ambiguità sessuali ;)

 

Cosa c'è di peggio che essere ridotti ad un ectoplasma, e per di più femmina? Gagarin-Asian non si è comunque perso d'animo e in men che non si dica si è confezionato un elegante vestito-maschera... questa invece è per la gioia di che pensa che second life sia un nascondiglio dai problemi della vita vera :D

Le foto sono state scattate nella land di Odyssey, dove è in corso una mostra d'arte, ovviamente virtuale... e questa infine è per la gioia di chi come me pensa che su second life si possono vedere un sacco di cose interessanti :)

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categoria:psicologia, arte, identità, second life
martedì, 15 luglio 2008

Foto scattata ieri sera a Chouchou, land giapponese assai magica, mentre come Ginevra suono il piano insieme ad Asian, che nella vita vera (real life) si chiama Fabio.

 

Il bello è che con Asian/Fabio ieri ci eravamo incontrati anche a ora di pranzo, e questa volta a Milano. Quindi in un certo senso l'incontro in second life era il prosieguo di quello reale avvenuto poche ore prima mangiando una mozzarella. In un certo senso, ma non del tutto, perché i protagonisti nei due casi non erano esattamente gli stessi... In real life IO ero IO e basta, e il mio interlocutore era Fabio, persona che conosco appena un poco visto che ad oggi ci siamo incontrati tre-quattro volte. Mentre in second life:

1)  IO eravamo DUE:  dietro al pc c'era la picchiatasti come la definirebbe Nicoletti, che poi equivale alla IO che aveva pranzato con Fabio poche ore prima; mentre dentro allo schermo c'era l'avatar Ginevra. Sono entrambe IO, ma non sono la stessa cosa. Ginevra vede e sente e parla e si muove attraverso di me, ma fa cose che io non so fare (ad esempio suonare il piano ;), ha una fiammeggiante chioma rossa che sinceramente le invidio ed è, beata lei, forever young... non fosse che per queste tre cose, mi fa provare cose (percezioni, sensazioni, emozioni) diverse.

2) Invece il mio interlocutore nella mia percezione era uno solo:  Asian, che per me racchiude Fabio (e non viceversa): perché l'ho conosciuto prima di Fabio (e oltre al senso comune c'è fior di letteratura psicologica a dimostrare che la prima impressione è quella che conta :), e perché, avendolo incontrato miriade di volte, mi sembra di conoscerlo molto meglio di Fabio.

... dottore, è grave? :D

postato da: AdriRips alle ore 15:00 | Permalink | commenti (5)
categoria:psicologia, introspezione, identità, second life