martedì, 16 settembre 2008

Sto trascurando il blog, intanto lo riprendo per linkare questo post del mio amico Enrico sul ragazzo ucciso a sprangate per una scatola di biscotti, e quest'altro scritto da Barbara, che invece purtroppo non conosco, per raccontare le offese subite da suo figlio al Carrefour di Assago.

A Enrico dico che condivido la sua desolata riflessione, a Barbara che le sono vicina. Nel mio piccolo metto questo link per invitare chi mi legge ad agire per far capire a chi dirige la Carrefour che, anche se la miseria umana non è a loro direttamente imputabile, quanto è avvenuto merita una risposta migliore di questa lettera scritta in marketing-ese.

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categoria:politica, immigrazione, partecipazione
venerdì, 27 giugno 2008

Lo spunto mi viene ancora da SL, ma oggi vorrei parlare di vita vera.

Lo spunto: valorizzare le esperienze italiane in SL, tema di cui ho reso conto nel post di ieri, secondo me richiede anche una maggiore apertura degli italiani verso le altre comunità di residenti. Cosa che invece tendiamo a non fare, rimanendo chiusi nel nostro piccolo comodo bozzolo. E questo nonostante la reazione degli stranieri, quando incontrano uno di noi e scoprono che è italiano, sia inevitabilmente : "Uh? COOL!"

Invece non siamo per niente cool, ma anzi assai "lukewarm" (tiepidi) nella nostra relazione con gli stranieri secondo questo articolo del New York Times, che naturalmente non parla di SL ma di vita vera,  e racconta  dell'ondata di fobia verso gli immigrati che ci caratterizza di questi tempi, e più in generale del come stentiamo ad aprirci alle culture diverse dalla nostra.

Quello che più mi colpisce al riguardo è che fra quello che fa o pensa la maggioranza della gente comune e quello che fanno e pensano i governanti che, in virtù di questa stessa maggioranza, hanno vinto le elezioni, si è innestato un circolo vizioso (chi non la pensa come me lo chiamerà circolo virtuoso; definiamolo in maniera neutra un sistema a feedback positivo). Cioè: fra i motivi principali per cui il centrodestra ha vinto c'è l'aver saputo cavalcare questa fobia, e adesso governa con atti che a loro volta la alimentano.

Rimane che la fobia pre-esisteva al governo attuale. E credo non sia corretto ascriverla tutta e solo all'intolleranza o a predisposizioni razziste degli italiani. Ci siamo ritrovati a convivere con flussi di immigrazione fortissimi in tempi stra-brevi,  e questo rappresenta oggettivamente un problema per qualsiasi comunità sociale. Problema rispetto al quale, in modo tipicamente italiano, le risposte ufficiali (quelle dei governanti e dei poteri forti, che vengono poi amplificate dai media) sono sempre "estreme" e melodrammatiche : cacciarli tutti! no, accoglierli tutti in nome della carità cristiana! Non ci siamo.

Il punto è che dobbiamo ancora imparare la grammatica del mondo globale, perché il mondo così è, che lo vogliamo o no. Nel mondo reale dobbiamo imparare a farlo nelle condizioni più difficili, cioè interagendo con stranieri che, per il solo fatto di aver dovuto emigrare dal loro paese, spesso sono gli ultimi della terra. Cioè ancora più diversi da noi.  

Chi frequenta SL può allenarsi cominciando a farlo nel modo più facile, cioè interagendo con chi, per il solo fatto di frequentare il suo stesso mondo virtuale, è già molto ma molto ma molto simile.  

 

 

 

postato da: AdriRips alle ore 15:50 | Permalink | commenti
categoria:politica, immigrazione, second life